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27/04/2016 - BIAGI-CRESTANI ALL’ESTORIL: POLE E DUE VOLTE TERZI NEL GT OPEN, MA A UN PASSO DAL COLPACCIO…

L’obiettivo era centrare il podio. Soprattutto dopo due pole position e un lavoro in fabbrica di sedici ore al giorno, inclusi il sabato e la domenica. La Lamborghini Huracán GT3, infatti, giunta appena una settimana prima delle gare a Caselle di Selvazzano Dentro, il quartier generale dell’ORANGE1 Team Lazarus, ha richiesto un lavoro ciclopico di messa a punto. Uno sforzo ben ripagato dai risultati in pista della coppia formata da Thomas Biagi e Fabrizio Crestani, visto l’esito del week end agonistico in Portogallo del 23 e 24 aprile, in occasione della prova d’apertura dell’International GT Open 2016. Presso il circuito dell’Estoril, infatti, l’obiettivo è stato non soltanto centrato, ma si è addirittura sfiorata l’impresa all’esordio. La vittoria in Gara 2 è stata a un passo ed è certamente soltanto rimandata. Ma che cos’è veramente accaduto vicino Lisbona?
Nella corsa del sabato il bolide Gran Turismo numero 26, dipinto nell’ormai inconfondibile livrea arancione del nuovo partner tecnico, si era già distinta con lo splendido terzo posto di Biagi, un pilota dalle doti indiscutibili e quasi un gentleman-driver d’altri tempi. Accontentarsi dunque di quell’unico podio, strappato dal veterano e già campione FIA GT bolognese? Giammai. Anzi, lo scopo raggiunto già al primo tentativo ha rivitalizzato le energie della compagine patavina diretta da Tancredi Pagiaro, che ha creduto fino in fondo nei propri mezzi e nelle proprie capacità. Senza crogiolarsi sugli allori, il “bronzo” ottenuto da Thomas è servito a dare una motivazione in più per la frazione domenicale.

In Gara 2, il primo di stint della corsa è stato affidato proprio a Thomas Biagi, costante e veloce, che ha viaggiato saldamente in terza posizione, senza mai mollare. Un buon presupposto per creare il capolavoro nella seconda parte della competizione, quando è avvenuto l’avvicendamento dei piloti. Stavolta è toccato a Fabrizio Crestani, una vecchia conoscenza per i tifosi della GP2 Series, dove ha gareggiato a lungo prima di convertirsi al Lamborghini Blancpain Super Trofeo nella stagione 2015, sempre per i colori dell’équipe Lazarus, fare la parte del leone. Il trevigiano è rientrato in pista in quarta posizione. Ha guidato in modo aggressivo e, al ventiquattresimo giro, ha compiuto uno splendido sorpasso sull’idolo locale César Campaniço, che non ha potuto fare altro che arrendersi alla furia agonistica del pilota di Conegliano. Conquistato così il terzo posto con grinta e determinazione, Fabrizio si è messo subito in caccia di Thomas Flohr per soffiargli la seconda piazza. Appena due giri, durante i quali Crestani ha studiato l’avversario e tentato il sorpasso a ogni curva, facendosi vedere su entrambi gli specchietti del pilota svizzero, ed ecco che ha conquistato il secondo posto. Non paga del risultato ottenuto, la “Lambo” arancione ha allungato giro dopo giro. Il distacco tra i due si era fatto enorme in un attimo: al trentesimo passaggio era già di oltre sei secondi. Ma l’imprevisto, si sa, nel motorsport è sempre dietro l’angolo.

Davanti a tutti Alexander West sembrava inarrestabile. A cinque minuti dal termine, Fabrizio Crestani ha incollato la propria Lamborghini Huracán GT3 ai tubi di scarico della McLaren che lo precedeva e non ha mollato di un millimetro. Un vero mastino. Era deciso a prendersi quella vittoria che voleva a tutti i costi. Come un vero guerriero, ci ha messo il cuore e l’anima per conquistare la testa della corsa. Ma intanto il tempo scorreva inesorabile. La gara lusitana era prossima alla fine.

Il contatto tra i due è avvenuto ad appena 30 secondi dal termine. L’ex pilota di monoposto ha azzardato un sorpasso, dapprima danneggiando leggermente l’auto; poi un altro ancora. Ed ecco che è avvenuto il fattaccio: i due si sono toccati e sono volati fuori pista. La gara dello scandinavo è finita sull’erba. Quella del veneto è invece proseguita, ma a quel punto era addirittura quinto. Non si è rassegnato. E in pochi secondi ha guadagnato altre due posizioni. Ha tagliato terzo il traguardo, proprio alle spalle del portoghese César Campaniço. La vittoria è andata all’equipaggio inglese della McLaren, composto da Michael Benham e Duncan Tappy.

Un vero peccato. Ma l’ORANGE1 Team Lazarus e i suoi piloti hanno dimostrato affidabilità, grinta e voglia di vincere. Ci sono tutti gli ingredienti per far bene e per ottenere al più presto il primo successo in campionato. Al momento, la classifica generale vede la coppia Biagi-Crestani al secondo posto con 28 punti, appena di quattro lunghezze dietro i leader Phil Keen-Shaun Balfe. Prossimo appuntamento il 22 maggio, sul leggendario circuito di Spa-Francorchamps. Ci si attende dai nostri una rivincita sulla sfortuna. E la pista più tecnica del campionato non mancherà di dare il suo implacabile verdetto.

Thomas Biagi

“Diciamo che più che la prima gara di campionato si è trattato del nostro primo vero e proprio test della macchina. Abbiamo ricevuto la Lamborghini in extremis e i meccanici hanno fatto un lavoraccio per preparare la corsa e caricarla appena in tempo sul camion. Se guardiamo tutto questo, i due terzi posti sono un risultato strepitoso. Inoltre, abbiamo raccolto tanti dati importanti che potremo utilizzare già nella prossima prova, il 22 maggio, a Spa-Francorchamps. C’è ancora un gran lavoro da fare, ma le potenzialità ci sono tutte”.

Fabrizio Crestani

“Con Thomas ho trovato subito il giusto feeling: abbiamo le stesse sensazioni sulla macchina, il che significa che riusciremo a lavorare nella medesima direzione. In Gara 1 abbiamo pagato l’inesperienza sulla lunga distanza, dal momento che non abbiamo avuto la possibilità di effettuare dei test in precedenza. È stato come fare un salto nel buio. In Gara 2, avevamo invece già capito meglio la vettura, raccolto dati e sentito le nostre sensazioni come piloti. Così è stato veramente facile guidarla e l’auto rispondeva benissimo. Per la prossima corsa in Belgio le aspettative sono alte: ci crediamo e avremo tempo di crescere. Siamo qui per vincere”.

 
 
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